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La casa di Totò non può divenire un B&B. La proposta della FUIS

Pubblicato il 25/11/2014
totoLa casa natale di Antonio de Curtis, Totò, potrebbe diventare un bed & breakfast.  L’appartamento in cui nel 1898 nacque il principe della risata, sito nell’antico quartiere del Rione Sanità, in via Santa Maria Antesaecula, versa in condizioni di degrado e abbandono da anni. Davanti all’immobilismo del comune di Napoli e della Regione Campania, il Presidente dell’ABBAC, l’associazione dei bed & breakfast ed affittacamere della Campania, Agostino Ingenito, ha nei giorni scorsi avanzato la proposta di aiutare la proprietà nella ristrutturazione o a condurre direttamente la gestione rilanciandola e mettendola a disposizione dei tanti turisti interessati a conoscere il luogo dove è nato Totò.

Se il MiBACT dovesse dichiarare – è la proposta della FUIS – la casa de Curtis bene culturale, ai sensi dell’art. 13 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto Legislativo del 2004 numero 42), il soprintendente potrebbe  avviare “il procedimento per la tutela indiretta, anche su motivata richiesta della regione o di altri enti pubblici territoriali interessati, dandone comunicazione al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo dell’immobile cui le prescrizioni si riferiscono”, così come stabilito dall’art. 46. Non solo, ma così operando, ai sensi dell’art. 51, intitolato “Studi d’artista”, risulterebbe anche che “è vietato modificare la destinazione d’uso degli studi d’artista nonché rimuoverne il contenuto, costituito da opere, documenti, cimeli e simili, qualora esso, considerato nel suo insieme ed in relazione al contesto in cui è inserito, sia dichiarato di interesse particolarmente importante per il suo valore storico”.

Nell’accezione di studio d’artista rientrano anche le case museo e pertanto la casa di Totò non potrebbe diventare un B&B. Inoltre, ai sensi dell’art. 57 bis, lo Stato può concedere in uso o alla locazione, per dismissione o per valorizzazione e utilizzazione, anche a fini economici, di beni immobili pubblici di interesse culturale. Attraverso questo articolo è infatti possibile impedire di tramutare la dimora in un affittacamere.

Tantissime sono in Italia le case d’artista dichiarate beni culturali, molte di queste celeberrime come quella di Leopardi, Pirandello, D’Annunzio, Pascoli, Petrarca, Alda Merini, Mario Praz, Hendrik Christian Andersen, Giotto, Leonardo da Vinci, Giorgio Morandi, De Chirico e Depero.
Sarebbe quindi opportuno rendere onore alla memoria anche di Totò, conservandone la casa in cui è nato. (L.L.)
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