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Diritto d'autore: domande e risposte

Pubblicato il 10/02/2016

Seconda puntata

domande diritto d'autore

Quanto durano i diritti di utilizzazione economica?


• Regola generale: 70 anni dalla morte dell'autore.
• Opere in comunione: 70 anni dalla morte dell'ultimo coautore sopravvissuto.
• Opere drammatico musicali, coreografiche e pantonimiche: 70 anni dalla morte dell'ultimo coautore sopravvissuto.
• Opere collettive: 70 anni dalla prima pubblicazione dell'opera come un tutto.
• Opere anonime o pseudonime: 70 anni dalla prima pubblicazione dell'opera.
• Amministrazioni dello Stato: 20 anni dalla prima pubblicazione.
• Opere pubblicate per la prima volta dopo la morte dell'autore: 70 anni dalla morte dell'autore.
• Opere cinematografiche: 70 anni dalla morte dell'ultimo coautore.
• Opere fotografiche: 70 anni dalla morte dell'autore.
Scaduti i diritti di utilizzazione economica, l'opera cade in pubblico dominio. 

Quanto durano i diritti connessi?

• Produttori del disco fonografico: 50 anni dalla fissazione del supporto oppure dalla prima pubblicazione o comunicazione al pubblico dell'opera entro il termine di 50 anni.
• Produttori di opere cinematografiche: 50 anni dalla fissazione del supporto oppure dalla prima pubblicazione o comunicazione al pubblico dell'opera entro il termine di 50 anni.
• Esercenti la radiodiffusione: 50 anni dalla prima diffusione di una emissione.
• Artisti interpreti ed esecutori: 50 anni dalla esecuzione, recitazione o rappresentazione dell'opera. Se la fissazione dell'esecuzione è pubblicata o comunicata al pubblico entro tale termine, i diritti durano 50 anni prima dalla pubblicazione o, se anteriore, dalla prima comunicazione al pubblico.
• Opere pubblicate per la prima volta dopo la scadenza dei termini di protezione al pubblico: 25 anni dalla prima pubblicazione o comunicazione.
• Edizioni critiche e scientifiche di opere di pubblico dominio: 20 anni dalla prima pubblicazione.

Quali opere sono protette dalla legge sul diritto d'autore?

La legge 22 aprile 1941, n. 633 protegge le seguenti opere:
• le opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religiose, tanto se in forma scritta quanto se orale;
• le opere e le composizioni musicali, con o senza parole, le opere drammatico-musicali e le variazioni musicali costituenti di per sé opera originale;
• le opere coreografiche e pantomimiche, delle quali sia fissata la traccia per iscritto o altrimenti;
• le opere della scultura, della pittura, dell'arte del disegno, della incisione e delle arti figurative similari, compresa la scenografia;
• i disegni e le opere dell'architettura;
• le opere dell'arte cinematografica, muta o sonora, sempreché non si tratti di semplice documentazione protetta ai sensi delle norme del Capo V del Titolo II della legge 22 aprile 1941, n. 633;
• le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia sempre che non si tratti di semplice fotografia protetta ai sensi delle norme del Capo V del Titolo II della legge 22 aprile 1941, n. 633;
• i programmi per elaboratore, in qualsiasi forma espressi purché originali, quale risultato di creazione intellettuale dell'autore (restano esclusi dalla tutela accordata dalla suddetta legge le idee e i principi che stanno alla base di qualsiasi elemento di un programma, compresi quelli alla base delle sue interfacce; il termine programma comprende anche il materiale preparatorio per la progettazione del programma stesso);
• le banche di dati di cui al secondo comma dell'articolo 1 della legge 22 aprile 1941, n. 633, intese come raccolte di opere, dati o altri elementi indipendenti sistematicamente o metodicamente disposti ed individualmente accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo (la tutela delle banche di dati non si estende al loro contenuto e lascia impregiudicati diritti esistenti su tale contenuto);
• le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico;
• le opere collettive, costituite dalla riunione di opere o di parti di opere, che abbiano carattere di creazione autonoma, come risultato della scelta e del coordinamento ad un determinato fine letterario, scientifico didattico, religioso, politico od artistico (ad esempio, le enciclopedie, i dizionari, le antologie, le riviste e i giornali sono protetti come opere originali, indipendentemente e senza pregiudizio dei diritti d'autore sulle opere o sulle parti di opere di cui sono composte);
• senza pregiudizio dei diritti esistenti sull'opera originaria, le elaborazioni di carattere creativo dell'opera stessa, quali le traduzioni in altra lingua, le trasformazioni da una in altra forma letteraria od artistica, le modificazioni ed aggiunte che costituiscano un rifacimento sostanziale dell'opera originaria, gli adattamenti, le riduzioni, i compendi, le variazioni non costituenti opera originale.

Che differenza c'è tra l'opera collettiva e l'opera in comunione?

Un'opera collettiva è creata con il contributo distinguibile e scindibile di più persone (enciclopedie, dizionari, antologie, riviste, giornali); nell'opera in comunione, invece, il contributo dei coautori non è distinguibile.
Autore dell'opera collettiva è considerato chi ha organizzato e diretto la creazione dell'opera. Salvo patto contrario, il diritto di utilizzazione economica dell'opere collettiva spetta all'editore.
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