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La storia infinita dei diritti d’autore e del monopolio Siae

Giovanni Prattichizzo
Scritto da:
Giovanni Prattichizzo
Pubblicato il 27/04/2016

Protagonisti, interpreti ed azioni di una riforma (ancora) bloccata

siae







Per chi da anni combatte per un cambiamento del quadro giuridico, e del mercato dei diritti d’autore in Italia, è «un’occasione mancata»: è scaduto lo scorso 10 aprile il termine per l’approvazione nel nostro paese della direttiva 2014/26, la cosiddetta direttiva Barnier riguardante “la gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno”. Una normativa che impone agli Stati membri l’apertura a nuovi operatori del mercato, che in Europa genera ogni anno 5 miliardi di ricavi. Trecento fra imprenditori e investitori hanno firmato una lettera, consegnata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, per chiedere il pieno recepimento della disposizione europea che determinerà la fine del monopolio SIAE nella gestione dei diritti d’autore. 
Qui trovate una serie di link sulla notizia: 
http://www.impresamia.com/ue-diritto-dautore-trecento-imprenditori-e-investitori-hanno-scritto-renzi-per-chiedere-il-pieno-recepimento-della-disposizione-europea-che-determinera-la-fine-del-monopolio-siae/
http://www.helpconsumatori.it/diritti/siae-300-aziende-e-imprenditori-scrivono-a-renzi-per-far-cessare-monopolio/104431 
http://www.tomshw.it/news/siae-disintegrata-se-300-aziende-ne-scardinano-il-monopolio-76318 
http://www.milanofinanza.it/news/siae-300-aziende-e-imprenditori-scrivono-a-renzi-per-stop-a-monopolio-201604191141475510 


A questa lettera il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha risposto sostenendo che la Società Italiana Autori Editori va "profondamente riformata" e non smontata.


http://www.adnkronos.com/intrattenimento/spettacolo/2016/04/19/diritto-autore-franceschini-riformare-siae-non-smontarla_0Z00jvE3Qqjs3KhO6y20xH.html 


Successivamente, anche il blog di Beppe Brillo pubblica un post in cui il M5S, con un emendamento alla legge di delegazione europea, chiede di fermare il monopolio della Siae recependo la direttiva europea sul diritto d'autore aprendo così il mercato della musica alle tante Pmi presenti sul territorio italiano creando così un maggiore pluralismo e una più equa redistribuzione delle possibilità imprenditoriali.
http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/europa/2016/04/diritto-dautore-stop-al-monopolio-della-siae.html


La rivista digitale “Start up Italia”, il 20 aprile, pubblica un’articolo dal titolo "Di cosa parla la direttiva europea sui diritti d’autore che l’Italia non vuole recepire” sottolineando il cortocircuito di diritti che si è creato e che potrebbe addirittura portare a una procedura di infrazione per l’Italia.
Inoltre, come sostiene l’articolo, l’ultimo bilancio di esercizio della Società italiana autori ed editori pubblicato è del 2014. I costi per la gestione della società riportati nei prospetti contabili ammontano a 182 milioni di euro. Il valore della produzione è di 155 milioni di euro. La differenza tra le due parti del conto economico è quindi negativa.
Secondo l’azienda il dato è fisiologico visto il periodo di tempo necessario per la ripartizione dei proventi agli associati. Il fatturato per la riscossione del diritto d’autore ha raggiunto 524 milioni di euro. E la caratteristica della Siae che più sta stretta agli iscritti è proprio la lentezza nell’assegnare agli autori quello che gli spetta.
http://startupitalia.eu/54704-20160420-diritti-autore-direttiva-europea 


Intanto, in un’intervista all’Adnkronos, Filippo Sugar, Presidente della Siae, ha dichiarato che “La Siae fa gli interessi degli autori senza "scopo di lucro" a differenza di altri "soggetti che vogliono guadagnare legittimamente facendo lo stesso lavoro che la società svolge senza guadagnarci". 
lI numero uno della Siae riflette, inoltre, sulla posizione espressa dal ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, secondo cui 'Siae va riformata, non smontata' afferma che "Franceschini fa una scelta strategica: capisce che il diritto d'autore non è una materia nazionale ma europea e, nell'ambito del contesto comunitario, ritiene strategico che l'Italia entri con un campione nazionale, che oggi è la Siae".
http://www.adnkronos.com/intrattenimento/spettacolo/2016/04/21/sugar-siae-diritto-autore-non-impone-concorrenza_BS7k9n3YXCYWUhyOh9ou1I.html


Di contro, Davide D’Atri, della società Soundreef, conversando con Adnkronos, lancia la provocazione: ”Non si comprende perché una società molto efficiente, come la Siae si rappresenta, debba mantenere il monopolio. Se uno è molto efficiente può affrontare la prova del mercato. Non si comprende perché la Siae debba innovarsi protetta da un monopolio ". Un 'privilegio' "unico in Europa: l'esclusività di mandato c'è solo in Italia e nella Repubblica Ceca". D'altra parte, "negli Stati Uniti ci sono tre collecting in concorrenza tra di loro da 70 anni. In Inghilterra c'è il libero mercato”.
http://www.adnkronos.com/intrattenimento/spettacolo/2016/04/21/diritto-autore-atri-siae-scelga-mercato_jjDWwTTHkmw6iwEqqd6kKP.html 


Il 23 aprile, in occasione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, Filippo Sugar è stato intervistato da Wired (e da Repubblica). In questa occasione il Presidente della Siae ha affermato che “I firmatari della lettera sono 300 imprenditori che ragionano da un punto di vista del profitto, ma il punto di vista della Siae è quello della tutela dei suoi 83.000 iscritti, autori ed editori”. In merito al pronunciamento da parte del Ministro Franceschini a favore della Siae ha dichiarato: “Credo che il Ministro abbia fatto una valutazione tra la polverizzazione del mercato dell’intermediazione in Italia e una ulteriore spinta alla riforma della Siae, che indubbiamente ha una dimensione significativa sul mercato internazionale. La scelta di puntare sul miglioramento dell’efficienza della Siae affinché possa continuare a svolgere il suo ruolo solidaristico di tutela di diversi repertori e consentire agli autori e agli editori italiani di avere il maggior peso possibile nel nuovo contesto del mercato unico digitale europeo mi pare assolutamente in linea con lo spirito della Direttiva e con le peculiarità del nostro paese, che ha una grande tradizione culturale e quindi l’obbligo di costruire un futuro all’altezza del nostro passato.”


A questo link l’intervista completa: http://www.wired.it/play/musica/2016/04/23/giornata-diritto-autore-intervista-filippo-sugar-siae/ 
http://www.repubblica.it/tecnologia/2016/04/22/news/sugar_anche_i_colossi_del_web_devono_tutelare_gli_artisti_-138207295/ 


Su Twitter è partita la campagna #franceschiniripensaci per “invitare” il Ministro a ornare sui suoi passi e affrontare una totale riforma del sistema della Siae che porti ad una vera liberalizzazione.
http://www.giornalettismo.com/archives/2077306/siae-franceschini-ripensaci/ 


Quale è la situazione, ad oggi? Si sa pochissimo. Scrive Simone Aliprandi, altro avvocato esperto dei temi in discussione: “Dalle voci emerse durante l’incontro pare che in effetti in Parlamento stia circolando una bozza di legge attuativa; ma appunto, sono solo voci di corridoio. E – come ho già segnalato altrove – trovo abbastanza inaccettabile che non ci sia sufficiente trasparenza sul procedimento legislativo da costringermi a fare affidamento sulle voci e i sentito dire. Era così difficile far circolare sui canali ufficiali un disegno di legge con sufficiente anticipo? Oppure devo pensare che arrivare all’ultimo momento (se non addirittura fuori tempo massimo, come in questo caso) sia una precisa strategia politica per poi potersi nascondere dietro l’urgenza?”. Il ministro aveva parlato, in audizione, dell’ipotesi di una delega al governo per il riordino della materia.
La partita è ancora tutta aperta e per ora l’unica certezza è che la normativa italiana cambierà, subendo quella europea, senza alcuna chiarezza e certezza sulle intenzioni del legislatore nostrano.
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