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Le solite false polemiche del Premio Strega

Pubblicato il 05/07/2016

I soliti noti e il mercato editoriale italiano

premio strega  











La polemica sollevata da Antonio  Moresco per la sua esclusione dal Premio Strega non meraviglia.  E’ buona consuetudine per  la Federazione Unitaria Italiana Scrittori star fuori dai premi letterari e dalle conseguenti polemiche. E che non partecipi neppure alle occasioni mondane che creano.
Perché? Perché gli scopi editoriali su cui si fondano, le modalità a cui si richiamano, gli esiti che producono i premi letterari di solito non sono parte delle finalità di una organizzazione di autori/scrittori. In essa non possono sussistere graduatorie che distinguano un autore dall’altro: a tutti è riconosciuta pari presenza e dignità, e se distinzioni dovessero esistere esse sono di merito linguistico/letterario (quindi entrano in gioco altri criteri, diversi da quelle dei premi) e non editoriali. Sono conferma di ciò le promozioni (in cui la scelta delle opere non discrimina e avviene per  merito e qualità), che la F.U.I.S.  organizza in proprio, oltre alle manifestazioni a cui partecipa le cui modalità sono manifeste e gli esiti specchiati e in cui gli autori sono chiamati ad esprimersi e a proporre i loro testi.
A ridosso dei premi letterari, ora per questo ora per quel motivo, si alzano polveri, polveroni polemici quasi sempre preconfezionati, atti a richiamare l’attenzione sullo scrittore che provoca polemica e quindi sul Premio. Assenti in tali polemiche la qualità del testo o dei testi  in concorso.
Con il Premio “Strega” il polverone è d’obbligo e fa lega e parte della qualità degli organizzatori che, con declaratorie e funzione che li rende ridicoli, fingono di non sapere che è una sola casa editrice (abile a ben agitarsi)  che di solito vince il Premio. E non certo la silente e premorta giuria dei 400 amici dello “Strega”. Così dimostra un dato, inconfutabile: gli editori dei libri vincenti nelle ultime ventisette edizioni (dal 1999 al 2015) sono: Mondadori  per 11 volte, Einaudi (che appartiene al gruppo editoriale Mondadori)  6 volte. E poi RCS (Rizzoli) 3 volte e poi Feltrinelli (3 volte) e altri (Bompiani e Garzanti). Una qualsiasi indagine sul numero delle case editrici in Italia rivela che esse sono oltre 7.500. Sono  tutte impegnate a pubblicare testi non degni di vincere?
         Per la FUIS, il Premio Strega è premio esemplare: documenta la qualità degli organizzatori, l’inutilità delle giurie e soprattutto come gli intellettuali italiani, scrittori, critici, storici delle letteratura siano poco propensi alla lettura e alle qualità letterarie: Infatti  non riescono a proporre/imporre testi diversi da quelli di un solo gruppo editoriale. Ed è esemplare perché dichiara che i lettori sono altrove. Che non siano i frequentatori delle biblioteche e delle librerie italiane?.
E gli organizzatori del Premio Strega, leggono? Boh! Non sono a loro precluse le possibilità di farlo anche dopo che il gruppo editoriale Mondadori ha vinto.
 
 





 
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