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Alle origini del Caffè letterario. A Roma arriva “AuthorSCoffee: il caffè degli scrittori”

Giovanni Prattichizzo
Scritto da:
Giovanni Prattichizzo
Pubblicato il 27/01/2017

Martedì 31 gennaio, alle ore 18:00, inaugurazione con le celeberrime icone di Marylin, realizzate da Andy Warhol.

caffè 


I caffè letterari sono luoghi affascinanti di incontro e scambio, di decantazione dei pensieri e dei sentimenti, ricchi di storia e arte. A partire dal 1700 diventarono il simbolo della cultura borghese e rappresentarono il luogo, fisico e virtuale, preferito per gli intellettuali dell’epoca proponendo presentazione di libri, serate conviviali, conferenze, mostre fotografiche, iniziative editoriali a tema.

Nati nel 1600, hanno vissuto la loro epoca più importante durante l’Illuminismo. Solo a Parigi, alla fine del secolo, esistevano oltre 3000 caffè, nei quali si incontravano i giovani intellettuali che diedero il via a una vera e propria rivoluzione, segnando il trionfo della borghesia ai danni della nobiltà, che fino ad allora aveva detenuto quasi completamente il monopolio della cultura. Anche in Inghilterra si diffusero rapidamente le Coffee Houses, nelle quali scrittori, poeti e uomini d’affari si riunivano per discutere di nuovi investimenti, stimolare l’intelletto o semplicemente scambiarsi le proprie opinioni sulla società.

La più famosa rivista illuminista italiana, fondata da Pietro Verri, si chiamava proprio “Il Caffè”, e nei suoi contenuti imitava gli scambi d’opinione e le discussioni intellettuali che si creavano all’interno di tali locali nei quali si serve il caffè tra “il tramonto della civiltà del vino, fatta di deliri, ebbrezze, invasamenti, e l’inizio della civiltà del caffè, fatta di riflessione, meditazione, chiarezza di idee” (da “Il Caffè”).

Al caffè partecipano tutti, ognuno con la propria idea, il proprio progetto, la propria storia, affinché si sia parte, sempre e comunque, del mondo culturale che orbita attorno al Caffè Letterario. Davanti ad una tazzina di caffè o ad una tazza di te, si sono consumate intense ed emozionanti discussioni artistiche e filosofiche, si sono sviluppate idee politiche e letterarie, sono stati pensati complotti e rivoluzioni. Scrive Bargellini: «Non si potrebbe scrivere una pagina di storia, né politica né letteraria né artistica dell'Ottocento, senza citare il nome di un Caffè».

Il Caffè Letterario diviene luogo d’incontro e di discussione, un luogo reale-ideale, quasi un non-luogo, dove creare le condizioni tali per cui si debba concretizzare la partecipazione attiva (con il dibattito) e passiva (con la lettura) dei componenti. Un programma che si fonda sulla pluralità degli argomenti e sulla partecipazione di un pubblico molto vario che riesce, nello spazio del caffè, a realizzare una nuova forma di socialità che nasce dall’incontro di uomini e donne di ceti e culture differenti. 

Ed è proprio questo alla base della nuova avventura promossa dalla Federazione Unitaria Italiana Scrittori, con la CulturArt Commission e LuceDiAbbracci. Un bar letterario, un book-bar  nel cuore di Roma, nel quale ospitare le iniziative culturali come le mostre; gli incontri laboratoriali di Biodanza e Scrittura; le cene letterarie e l’evento per scrittori esordienti “Raccontati a…”. 

Per ascoltare la voce degli scrittori e gustare le loro storie, come fosse un caffè, ci vediamo a “La Fenice” via Francesco Crispi, 68. 

 
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