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“La nuova editoria”

Giovanni Prattichizzo
Scritto da:
Giovanni Prattichizzo
Pubblicato il 15/03/2017

Il libro digitale, l’autore reale ed il lettore social

e book


Il 28,4% del mercato editoriale degli Stati Uniti vive sul Kindle store di Amazon sul quale avvengono l’80% delle transazioni mondiali, che riguardano la “nuova editoria”. Sono alcuni dei dati raccolti da AuthorsEarnings, “Website for authors, by authors”, e presentati al Digital Book World si è tenuto lo scorso gennaio a New York. 

Sempre secondo questi dati, Amazon trae beneficio anche dalla nuova rinascita del cartaceo. Infatti, in questo ambito la sua quota di mercato ha registrato una crescita del 15%. Infine, nel 2016 il 41% di tutti i libri pubblicati nel mercato trade dagli editori tradizionali sono stati acquistati online.

Ma non esiste solo Amazon. 

A queste riflessioni si devono aggiungere quelle che riguardano gli e - book. Nel 2016, secondo i dati AIE, si è registrata una crescita del 2,3%, con gli audiolibri valgono 62 milioni di euro, vale a dire il 5,1% delle vendite trade, un bel balzo del 21% rispetto al 2015. 

Particolarmente interessante e sorprendente è la disanima dei dati riferiti ai lettori. Nel 2015, il 69% leggeva solo libri di carta, nel 2016 erano il 60%; due anni fa il 10% leggeva nella stessa misura e-book e cartaceo, nel 2016 sono diventati il 14%; nel 2015 il 18% leggeva sopratutto cartaceo, lo scorso anno ha fatto questa scelta il 23%; infine, resta immutato al 3% chi acquista solo e-book.

In tal senso, sia il lettore che l’autore hanno davanti a se una possibilità di scelta e di opportunità ben più ampia rispetto al recente passato. 

I primi, immersi nella rete, hanno sempre maggiore familiarità ed abitudine con le inedite forme di lettura digitale. Questa, con le sue possibilità di diffusione e socializzazione, rimette il lettore al centro dell’universo editoriale: egli diventa più consapevole di sé, più esigente, più critico e meno restio a intavolare un dialogo tra pari con gli scrittori e le case editrici. Il libro, come testo, è del tutto diverso da quello del passato, mentre la lettura, grazie alle tecnologie, è divenuta fenomeno di comunità, e le librerie, fisiche e virtuali, sono divenuti luoghi di passaggio e di disintermediazione. Si sono moltiplicati i canali di vendita, le modalità di fruizioni, le categorie di costo, perfino gli editori: tutto è radicalmente cambiato. Siamo in presenza del social reading. 

Gli autori, sempre più promotori di se stessi  e del proprio prodotto culturale, hanno la immensa opportunità di pubblicare in modo indipendente ed autonomo, offrendo massimo spazio alla propria creatività e senza le restrizioni e rivendicazioni delle case editrici. Se nel 2010 gli ebook autopubblicati in Italia erano appena 146, nel 2015 sono diventati 25.817, vale a dire il 41,4% di tutti gli ebook pubblicati. La crescita è eccezionale. Al confronto, le autopubblicazioni su carta sono soltanto l’8,9% del totale dei libri tradizionali, con un tasso di crescita comunque importante ma più moderato. 

La “nuova editoria” digitale permette dialogo, conversazione e riconosce appieno la necessità di abitare le reti digitali e gli spazi social per gli scrittori. 

Gli autori e gli editori devono essere dove oggi sono i lettori: sui social network. Questa può essere la scossa per stimolare l’industria del libro ad adattarsi e trasformarsi, al servizio della cultura, dello scrittore e del lettore. L’alternativa è una sola: estinzione, lenta e dolorosa.

 
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