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Chiamami ancora vita!!

Giovanni Prattichizzo
Scritto da:
Giovanni Prattichizzo
Pubblicato il 06/04/2017

Musica, poesia e arte di Roberto Vecchioni

Vecchioni












Intimo e autobiografico. Urgente e vero. La scrittura in musica e la narrazione in poesia che Roberto Vecchioni ha regalato al pubblico dell’Auditorium Parco della Musica di Roma lo scorso 30 marzo, è stata fortemente emozionante e delicatamente toccante. Più di 1000 persone hanno partecipato e condiviso “La vita che si ama. Storie di felicità” (Einaudi) e le “Canzoni per i figli” (DME produzioni), un disco che racchiude i brani molto amati del repertorio del cantautore con il nuovo arrangiamento di Lucio Fabbri, dai capolavori più conosciuti - “Figlia” e “Le Rose Blu” - a quelli meno noti - “Canzone da lontano” e “Un lungo Addio” - riarrangiate, risuonate, ricantate e ricreate, sino a discostarsi, in alcuni casi, dall’originale come ad esempio nel brano “Quest’uomo”. 
Il suo canto per i figli è, in realtà, un canto di speranza per tutti noi. Di bellezza e di felicità che sa narrare solo Roberto. Di amore per la vita, anche quando questa sembra non essere giusta e riconoscente; di passione per la lotta, soprattutto quando si fa estrema e necessaria; di senso di verità e onestà, in un mondo popolato da cattivi maestri. 
“(...) le parole tornano illusioni e si ripongono alla rinfusa nella scatola. Loro camminavano lì, nella meraviglia di sentirle. Chiudi la scatola, per un’altra volta, per un’altra persona. Lì si richiudono le parole, si nascondono, le rivedrai sul palco; oltre è la vita, la paura di essere uguali a tanti, di non capire, di esserne fuori. Loro, le parole, vivono la loro piccola danza.”
I racconti in musica che Roberto regala si fanno emozioni e commozione. Storie di coraggio, di amore e lacrime. Vecchioni sa arrivare al cuore, le sue calde parole hanno la potenza magica di annullare la realtà del mondo di fuori, le sue delicate ed intense canzoni si fanno brividi e sorrisi assieme. 
C’è spazio anche per ascoltare il racconto di una favola, quella tratta dalle “Mille e una notte”, il cui protagonista Mohamed dal Cairo si reca in Persia ispirato da un sogno, alla ricerca proprio della felicità, non accorgendosi che questa si trova invece dietro l’angolo. La favola è citata nel libro di Vecchioni, precisamente nel primo racconto dal titolo “e-mail”, come monito ai suoi figli (e ai lettori) nella ricerca affannosa della felicità.
 “Perché la felicità è lì, a portata di mano, lì che non dobbiamo nemmeno farci chissà quali viaggi con la mente o frustarci l’anima per essere più in là” scrive Vecchioni ed è per questo che, a pensarci, la felicità è un percorso, non un punto d’arrivo. 
Grazie Roberto per raccontarcelo ancora e cantarlo sempre con innata meraviglia per tutti noi che “non vogliamo vincere una mano, ma vogliamo vincere la partita” della vita. 

 

 

 

 

 

 

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