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Biblioteche e collezionisti esteri fanno la corte agli antichi manoscritti italiani

Veronica Satgia
Scritto da:
Veronica Satgia
Pubblicato il 19/04/2017

libro anticoItalia, Terra di scrittori e filosofi! Ebbene, nonostante la crisi che ha investito il settore librario e il calo dei lettori che da anni si registra con cifre sempre più preoccupanti, all’estero fanno la fila per accaparrarsi un testo italiano di qualche centinaia di anni fa.

Sì, perché le cose stanno proprio così stando a quanto riporta Il Sole 24ore – Arteconomy 24 nell’intervista a Marco G. Manetti, titolare della casa d'aste Gonnelli di Firenze, il quale spiega che “uno dei fattori principali della crescita del mercato del libro antico credo dipenda dal fatto che il commercio librario degli ultimi anni si sia molto spostato dalle vendite tradizionali delle librerie antiquarie alle vendite gestite dalle case d'asta specializzate, le quali hanno maggiore visibilità e rapporti internazionali. Se da una parte le librerie sono in crisi, dall'altra le case d'asta sono in crescita”.

Si pensi solo che nella sezione “Manoscritti e Incunaboli” dell'asta Gonnelli di gennaio un Libro D'Ore siciliano pergamenaceo della seconda metà del XV secolo, con numerose miniature, è stato aggiudicato per 21.250 euro, mentre La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso del 1745, è stato aggiudicato a 4.750.
 
Insomma, se un testo antico può indurre dei ricchi collezionisti a spendere tanto per impossessarsene, forse le biblioteche e i luoghi di cultura potrebbero fornirsi di esemplari del genere - o di loro copie - così da permetterne almeno la consultazione a chi non può spendere cifre astonomiche per avere un libro del '400!
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