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Politica culturale: gli scrittori italiani nel nome della tolleranza.

Pubblicato il 12/05/2017

Di Natale Antonio Rossi

cultura










Gli scrittori italiani, orientati da un modus pensandi per cui la differenza di opinione non può costituire e non deve essere motivo di divisione, ma arricchimento di pensiero e di libertà di espressione, auspicano che i partiti politici smettano di esibire la loro litigiosità e mostrino la loro migliore volontà per giungere “uniti” alla gestione della cosa pubblica con serietà, severità, onestà e trasparenza.
A ciò faccia corrispondenza, in tempi di post realtà e di post verità, l’operato delle reti televisive perché siano meno impegnate a narrare dei contrasti, dei conflitti interni ed esterni ai partiti spesso artatamente proposti dagli stessi uomini politici in vena di procurarsi visibilità. I canali televisivi, a cominciare dalla RAI, siano più propensi a fornire un servizio pubblico orientato a evidenziare situazioni di qualità, insieme agli episodi di disagio delle persone  e delle genti – in nome dell’informazione corretta e di un servizio di libertà - in cui è necessario intervenire spesso per rimuovere offese alla dignità umana. 
In  concreto: la Federazione Unitaria Italiana Scrittori, a nome degli scrittori italiani, richiede alla Presidenza della Repubblica un gesto in tal senso, perché non abbiano accesso nelle sale dell’istituzione più elevata della democrazia italiana coloro che per qualunque loro ragione, privata o pubblica, alimentano il clima di litigiosità che caratterizza i componenti del  Parlamento italiano.

Come la divisione, assurda ma emblematica della realtà culturale italiana, tra Milano e Torino e i relativi Saloni del Libro eliminando qualsiasi potenzialità di “fare sistema”. 
La F.U.I.S., che al momento conta più di cinquanta protocolli d’intesa, testimonia che è possibile  dialogare e lavorare assieme per una Politica culturale convergente e sinergica, meno provinciale e legata solamente alla coltivazione del proprio orticello, anche quando le situazioni sembrano essere le più difficili o, addirittura, complesse.  Infatti, vanta due protocolli d’intesa emblematici: con la Comunità Ebraica e con l’Associazione degli scrittori Palestinesi, oltre ad aver lanciato un Premio Europeo di Poesia Religiosa, senza confini, rivolto a tutti coloro che, pur appartenendo a qualsiasi fede religiosa, si esprimano in lingua italiana.
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