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Biblioteca Fuis "Tempo" antologia di poesie a cura di Maria Letizia Avato

Pubblicato il 12/07/2017

Di Francesca Meale.

tempo


Il legame fra tempo e poesia è sempre stato molto stretto, nell’antichità addirittura inscindibile se pensiamo che il verso e la strofa scandivano il suo scorrere. La parola scandisce il tempo dunque, ed è al tempo che la parola aderisce. 
Non stupisce quindi che esso, da espediente metrico, sia stato anche una delle tante tematiche con cui la poesia si è confrontata nel corso dei secoli. Dalla Teogonia di Esiodo fino ad oggi il tempo è stato analizzato, sezionato, lodato e deprecato sotto tutti i suoi aspetti. 
Proprio in questo solco si inserisce “Tempo”, raccolta poetica curata dall’artista romana Maria Letizia Avato ed edita dal Progetto Cultura. Hanno aderito all’iniziativa letteraria ben 41 poeti, ciascuno con il proprio punto di vista e background culturale. Il risultato è un’antologia che di fatto si fa caleidoscopio attraverso cui, da una poesia all’altra, la tematica “tempo” cambia forma, colore e prospettiva. 
Si passa infatti dal tempo visto come rimpianto per parole non dette da Cinzia Marulli al tempo in quanto balsamo per le ferite belliche di Clara Cerri. Non manca neanche la riflessione sul rapporto tempo/caducità umana di Saal Al Baam, da una poesia greca del XII secolo. Maurizio Castè affida invece alle pagine quest’opera la sua preghiera per un tempo che si riavvolga e cancelli le brutture della Storia. Un appello allo spirito di adattamento  e all’essere flessibili come giunchi sotto i colpi del tempo giunge invece dai versi di Tiziana Colusso. 
Ma il tempo non sempre è un titano distruttivo come il Crono esiodeo, sa anche essere benevolo. È questo il caso di “A zia Marina”, in cui il tempo diventa per Carlo de Ambrogio il ricordo commosso della sua infanzia. In Luigi Balocchi invece il tempo è colui che scandisce il ritmo delle stagioni, l’alternarsi fra la quiete invernale e la caducità preannunciata dalla primavera. Spicca invece per la sua originalità la canzone “Blu Ray” di Amedeo Morrone, che rilegge in chiave hi-tech il rapporto fra uomo e memoria. 
Ovviamente molti altri ancora sono gli autori e i loro rispettivi punti di vista, che meritano una lettura ragionata, meditata da parte del lettore. Una lettura per la quale il tempo non sarà comunque sprecato. 




 
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