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Una piccola storia in una grande scrittura. "La mia verde età" di Clara Bonomi

Pubblicato il 24/07/2017

Di Francesca Meale

età

Ultima di otto figli, Clara Bonomi nasce negli anni ’30 in una ricca famiglia della borghesia toscana. Inizia così la storia della sua vita, che tuttavia si legherà con un nodo drammaticamente stretto alla storia dell’Italia colpita dalla Seconda guerra mondiale. 
L’io narrante dell’autrice si rivede inizialmente bambina, mentre scorazza e combina guai nella cornice fiabesca del suo giardino. Sono rievocati con commozione anche i costumi agresti di una volta, la solennità delle processioni religiose, l’aplomb alto-borghese della sua famiglia. A spezzare l’idillio esistenziale della famiglia Bonomi è tuttavia una data: il 1940, anno in cui l’Italia entra ufficialmente in guerra. 
Lentamente ma inesorabilmente il verde dell’età di Clara (8 anni all’epoca dello scoppio del conflitto) si sporca col nero di una pagina oscura della Storia. Dai matrimoni di guerra dei suoi fratelli maggiori, chiamati in fretta e furia al fronte, si passa alla povertà e ai bombardamenti. Poi l’Italia inizia a risorgere dalle sue macerie, ed è qui che i numerosi membri della famiglia di Clara finalmente si ricongiungeranno. Clara, ormai adolescente, ritroverà perfino i suoi amici di infanzia, la spensieratezza dei suoi anni e l’amore.
In definitiva il romanzo di Clara Bonomi si inserisce nel solco fra autobiografia e testimonianza storica. La narrazione indulge nei particolari, negli aneddoti, come se l’autrice volesse immortalare nella pagina i ricordi dei suoi “anni verdi”. Con essi vuole anche far rivivere i costumi e la quotidianità di una Pisa che non esiste più. Questa storia “umile”, fatta di aneddoti quotidiani e album di famiglia, si intreccia ovviamente con la grande Storia, della quale Clara offre spaccati altrettanto dettagliati. L’impressione generale è che Clara, la sorridente signora della quarta di copertina, sia un’appassionata testimone del suo tempo. Un tempo che l’ha piegata, ma senza mai spezzarla. 

 
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