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La storia che si intreccia con la “telenovela”: il prof. Franco Monaca alla FUIS

Pubblicato il 27/11/2017

Francesca Meale



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Roma
, venerdì 17 novembre. Sono le 17 passate e sulla FUIS è già calato il cielo indaco della sera. L’idea di essere in ritardo per la presentazione del prof. Franco Monaca, prevista per le 17:00, mi martella il cervello. Poi però arrivo in sede e non si ode nessuna lettura, nessuno “spiegone” da critico letterario, nessuna domanda dal pubblico. Perché il pubblico non c’è, né ci sono ancora il prof. Monaca e il suo staff. Poi finalmente le stanze della FUIS si popolano a poco a poco di corpi, di voci, di presenze umane, e la vera presentazione ha inizio alle 18:30. 
La sala conferenze ci abbraccia tutti con le sue pareti verdi, e a salire sul palco è il prof. Franco Monaca con due giovani “bracci destri”: lo scrittore Mario Sammarone e la lettrice Fabrizia Scopinaro.
Il prof. Monaca, che alla FUIS aveva già presentato “Il segreto del barone”, non è nuovo a questa sala. E a dire il vero la piccola sala della FUIS è anche poca cosa rispetto alle oceaniche aule universitarie da cui spiega la storia moderna e contemporanea. 
Qui come in quelle aule il prof. Franco Monaca si abbandona alle sue divagazioni da storico, iniziando con la storia di come il suo romanzo è nato. “Amori e segreti di donna Esmè” nasce da una chiacchierata in crociera fra il nostro “prof” e un distinto signore brasiliano. Quella che sembra una conversazione “gossipara” sugli amori infelici di una nobildonna italo-brasiliana innesca in Franco Monaca un’inesauribile sete di sapere. Chi è in realtà donna Esmè? Chi gli uomini della sua vita? Qual è lo sfondo storico su cui si è dipanata la vita di donna Esmè/Nelida Lenci Crespi?
Per saziare questa sete di curiosità il prof. Monaca entra ed esce più volte dall’Archivio di Stato, consulta e fa incetta di documenti e carteggi. Dalle pile di carte consultate lo studioso ricostruisce il background storico-sociale su cui si mosse donna Esmé. Con un’attenzione maniacale, quasi da appassionato di modellismo, il prof. Monaca ricostruisce le Torino, San Paolo e Roma fra fine ‘800 e inizio ‘900. Queste le tre città lungo cui si snoda la vita di donna Esmè, rampolla di una ricca famiglia torinese emigrata a San Paolo in Brasile. A fare da sfondo al trasloco intercontinentale della famiglia Crespi è il fenomeno delle migrazioni di italiani in Brasile
L’argomento è poco dibattuto dalla storiografia “mainstream”, ma il prof. Monaca lo porta alla luce col piglio di un Balzac contemporaneo, conservatore nella forma e rivoluzionario nei contenuti. Rivoluzionario è anche che in un romanzo dal background alto-borghese serpeggi la denuncia sociale. Dismessi per un po’ gli abiti “borghesi” il prof. Monaca diventa infatti socialista quando denuncia la tratta dei contadini italiani in Brasile, di fatto venduti come manodopera servile ai proprietari terrieri.
Altro punto di contatto fra Monaca e Balzac è il genere: quello del romanzo borghese. Il giovane autore Mario Sammarone, presente alla FUIS nella veste di recensore, fa notare quanto sia “ottocentesco” questo scavare del romanzo nella psicologia dei personaggi. Pregne di ‘800 sono anche le ampie digressioni storiche e le descrizioni iper-dettagliate degli ambienti, che non risparmiano gli arredi. Ed è proprio fra questi begli arredi e negli eventi mondani della San Paolo “che conta” che si insinua un decadentismo quasi dannunziano. 
A condurci per mano nello sfarzo dell’alta società italo-brasiliana di fine ‘800 è la voce narrante di Fabrizia Scopinaro. Sembra quasi che Fabrizia volteggi davvero in quella sala da ballo nella quale donna Esmè, diciottenne e aspirante soprano, celebra il suo fidanzamento col suo futuro sposo. Quest’ultimo, giovane quanto lei e già alle prese con l’azienda di famiglia, sembra avere dinnanzi a sé un futuro altrettanto luminoso. 
Le ghirlande floreali, il ballo in maschera, l’amore fra due giovani della borghesia più prospera i cui sogni sono però destinati a infrangersi. Questo avviene nella vita di donna Esmè, la cui favola verrà interrotta dall’uccisione del giovane marito a pochi giorni dalle nozze.
Da questo momento la vita di donna Esmè diventa una tormentata telenovela, fatta di peripezie, dolore, viaggi intercontinentali, ma anche riscatto e immancabile sfarzo. Una telenovela che tuttavia è reale. Reale è l’ambientazione storica, reali i fatti, reali i personaggi. Di questi ultimi l’unica cosa che il prof. Monaca si riserva di cambiare è il nome (cfr. “donna Esmè” dietro cui si cela la figura storica di Nelida Nenci Crespi). 
Vuoi per la deformazione da storico del prof. Monaca, vuoi perché è così, anche la finzione da simil-telenovela brasiliana di “Amori e segreti di donna Esmè” deve muoversi su un’impalcatura di verità. L’ordito del romanzo si intreccia quindi con la trama della realtà storica. Perché il filo della storia, citando il professore, non può spezzarsi. 
 
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