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Medicina per l'anima

Giovanni Prattichizzo
Scritto da:
Giovanni Prattichizzo
Pubblicato il 04/12/2017

Open data e open writer per salvare le biblioteche, i libri. E i lettori.


biblioteche

0,63 euro per cittadino per l’acquisto di nuovi libri nelle biblioteche pubbliche in Italia, 0,68 euro per quelle scolastiche: le biblioteche sono nei Paesi moderni uno degli elementi fondamentali per la diffusione del libro e della lettura. Sulla base dei dati rilevati tramite l’indagine Multiscopo sulle famiglie “I cittadini e il tempo libero”, condotta nel 2015 su un campione di circa 17 mila famiglie per un totale di circa 40 mila individui per raccogliere informazioni esaurienti sulla fruizione delle biblioteche, abitudine alla lettura dei libri e la prelettura dei bambini tra i 3 e i 5 anni, nel 2015 il 15,1% della popolazione di 6 anni e più ha dichiarato di essere stato in biblioteca almeno una volta nei 12 mesi precedenti l’intervista: circa 8 milioni e 650mila persone. Di questi, il 42% lo ha fatto esclusivamente per motivi di studio e/o lavoro, il 39,2% unicamente nel tempo libero, mentre il 9,9% per entrambi i motivi. 
I romanzi sono i libri più letti nel tempo libero (il 51,6% di lettori predilige gli autori italiani e il 40,0% gli autori stranieri), seguiti dai gialli, noir (28,5%), dai libri per la casa (24,4%), dalle guide turistiche (23,0%), dai libri di scienze sociali o umane (20,5%) e dai libri per bambini e ragazzi (17,5%). Il 46,8% dei bambini di 3-5 anni legge, colora, sfoglia libri o albi illustrati da solo al di fuori dell’orario scolastico tutti i giorni. Questa attività è più diffusa tra le bambine (51,2% rispetto al 42,7% dei bambini). Il 39,3% dei bambini svolge questa attività tutti i giorni con la mamma, mentre la quota di bambini che svolge questa attività tutti i giorni con il padre è decisamente più contenuta (21,2%).
Nei fatti, però, nel nostro Paese la situazione è lontanissima dai 760milioni di sterline di investimento per quelle pubbliche inglesi e presenta forti disomogeneità: a casi di eccellenza (come nella provincia di Bolzano, dove si spendono 5 euro ad abitante) troviamo realtà di ritardo e scarsità delle risorse (si spendono 0,10 centesimi in Puglia). Proprio le biblioteche senza risorse per rinnovare il proprio patrimonio rappresentano una delle motivazioni dei bassi indici di frequentazione: il 24% in Italia (ma una indagine AIE colloca questa percentuale al 12%), contro il 74% di Svezia, 47% del Regno Unito, 45% di Olanda, 33% di Francia e Spagna (Fonte: European Commission, «Special Eurobarometer» 399, Cultural Access and Partecipation Report, 2013). 
Alla luce di questi dati diventa importante investire sempre di più sulla realtà onlife delle Biblioteche oltre le biblioteche rendendole non solo luogo di studio e ricerca, ma trasformandole in presidi culturali capaci di attirare lettori deboli o occasionali e creare relazioni di fiducia tra scrittori, libri, operatori culturali e lettori. Anche social e reticolare. Una strada per coniugare lettura e lavoro, pagine e produttività. 




















 
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