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Dal libro al ciak. La “La ragazza del Charlie’s Café” diventerà un film.

Pubblicato il 18/12/2017

Francesca Meale

L’Istituto di Santa Maria in Aquiro, sede del Senato, è una piccola rocca inespugnabile. Un palazzetto nascosto nel labirinto di strade del centro storico di Roma. Poi, quando ci si arriva, è asserragliato dietro transenne e guardie e tocca virare verso strade secondarie. Altri vicoli e stradine ancora, poi laragazzadelcharliescafèfinalmente eccolo: il nostro istituto Santa Maria, la nostra entrata al civico 72 di piazza Capranica.
Poi però, dall’entrata alla sala conferenze, ci tocca un altro valzer di formalità e controlli di sicurezza. Impensabile accedere alla sala conferenze senza essere in giacca e cravatta e senza attraversare il metal detector.
Finalmente raggiungiamo la sala conferenze dell’istituto, il vero cuore dell’evento di questa sera. È in questa sala elegante, rivestita di alabastro, che l’Associazione Ex Parlamentari della Repubblica ci ha invitati per la presentazione di oggi. L’invito tuttavia è stato raccolto da pochi causa sciopero dei taxi, tanto che perfino la mente organizzatrice dell’evento, l’ex deputata e giornalista Carla Mazzucca Poggiolini, ha dato forfait. Unico segno di vita della giornalista nell’arco della serata saranno delle lodi inviate tramite mail al romanzo di stasera, “La ragazza del Charlie’s Café”.
A sancire l’inizio della presentazione è il giornalista RAI Daniele Rotondo. Con una voce che giuro di aver già sentito in tanti tg il giornalista ci annuncia la clip del film “La ragazza del Charlie’s Café”. Uno dei tanti film che il cinema italiano ha in cantiere per noi ed è tratto da un romanzo.
E veniamo a una delle parole chiavi di questo incontro: scrittura cinematografica. Quella che riempie le sceneggiature e quei romanzi che, pur non essendolo, si prestano al cinema. E l’opera della scrittrice Rosa Romano Toscani – parole del produttore Ennio Pontis – è appunto un “romanzo cinematografico”. Perché la nostra “ragazza del Charlie’s Café” si avventura in tre Paesi: Italia, Canada e Marocco. E alle grandi storie internazionali il respiro “da film” non manca.
E da quest’anno le trasposizioni romanzo/film animano anche l’interesse della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori), presente in platea nella persona di Natale Antonio Rossi. Il prof. Rossi, tutt’altro che indifferente alla potenza dell’audiovisivo, annuncia una rassegna di film tratti da romanzi. Gli ostacoli burocratici nel fare cinema in Italia tuttavia non mancano, a cominciare dal fatto che i film sono distribuiti dalla statunitense Miramax, la quale detiene il 25% degli incassi sui ticket. A fare da contraltare al monopolio della Miramax sono tuttavia i bandi e fondi a sostegno dei cineasti da parte del MiBACT.
A questo punto una domanda lecita si leva dal pubblico: “Non è meglio puntare su film più commerciali per incassare di più e rientrare col budget?” Ma Ennio Pontis, che naviga da anni nelle tempestose acque dell’industria cinematografica, non ha dubbi: meglio girare un film artisticamente sentito e valido che piegarsi alle logiche del botteghino.
E Pontis con la produzione de “La ragazza del Charlie’s Café” vuole spingersi ancora più oltre e addentrarsi in un tema “spinoso”: quello dell’integrazione fra culture. La love story fra la giovane calabrese Gemma e il marocchino Hadji, narrata nel romanzo della Toscani, è infatti una celebrazione del meticciato. “Perché la purezza” citando la clip del film “produce solo sterilità”. Ragion per cui il  prof. Rossi lancia il suo appello a favore dell’“intercultura” più che della “multiculturalità” (in cui i le culture, pur vivendo l’una accanto all’altra, non si toccano). Basterà un romanzo a combattere il razzismo, a favorire il matrimonio fra culture? Quel che è certo è che Rosa Romano Toscani, calabrese doc, ricorda come in realtà il matrimonio culturale fra la Calabria e gli arabi sia già avvenuto da secoli. Gemma stessa, alter ego letterario dell’autrice, incarna infatti la Calabria che abbraccia il mondo arabo di Hadji. Qualcosa di nuovo, frutto del mondo globalizzato, ma al tempo stesso di antico.
E oltre alle analogie oltre a “Gemma/Italia” e “Hadji/Marocco” ci sono altri sottosignificati in questo romanzo, e affondano tutti le radici nella psicanalisi. Il background da psicoterapeuta della Toscani emerge infatti in metafore come Gemma/Occidente/razionalità e Hadji/Oriente/passione. Gemma è razionalità, “pensa troppo” a suo dire, eppure cede alla passione e al fascino dell’Oriente nella persona di Hadji. Altra metafora è la malattia come trauma, la brusca interruzione di qualcosa che però prelude all’inizio di altro.
Eppure la psicanalisi, che vive nel romanzo sottoforma di metafore, non è avvertita come tale dai lettori. Essi sono trascinati dalla storia, dai colori, dagli odori mediterranei, dalle passioni viscerali dei personaggi. Neanche si accorgono di come la dottoressa Toscani in realtà stia raccontando loro la psiche umana. Ed è qui il trucco della scrittrice-psicoterapeuta: indagare la mente umana col “medium” seducente della narrazione. La narrazione infatti indaga l’uomo ma insegna anche all’uomo, nel mentre lo delizia.
Anche “La ragazza del Charlie’s Café” è il classico romanzo che indaga, insegna e delizia tenendo il lettore incollato fino all’ultima pagina. Un romanzo popolare, ma altrettanto colto.“Un romanzo che merita di essere al centro di un progetto per le scuole” rilancia una signora dal pubblico, “per educare i giovanissimi all’integrazione”. E qui interviene Paola, attrice teatrale di 25 anni che da “quasi giovanissima” lancia una dritta ai presenti: per arrivare ai giovani ci vogliono video, non libri.
Paola è il vero tocco di freschezza dell’evento. Mora, quasi adolescenziale a dispetto dei suoi 25 anni, essa raggiunge timidamente il proscenio e legge due passi del romanzo. Rotto l’imbarazzo iniziale la voce di Paola ci trasporta nei colori e nei profumi del Marocco, dove Gemma si è unita al suo Hadji e rivanga i ricordi di 30 anni prima.
Sulla nostra giovane lettrice si abbassano le luci della sala, e poi cala il sipario di chiusura su questo evento. Sipario che cala anche su “La ragazza del Charlie’s Café” e su tutti gli ospiti che, malgrado tutto, stasera hanno voluto essere qui.
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