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I cinque sensi dell’uomo sono 10 e più: gli scrittori l’hanno sempre saputo

Pubblicato il 29/06/2018

di Natale Antonio Rossi 

cinque sensiÈ importante per uno scrittore, anche non giovane, per chi scrive ed è impegnato in una qualsiasi delle espressioni artistiche, dalla narrativa fino alla scrittura di testi per musica, avere consapevolezza di quanti siano i sensi che determinano la conoscenza dell’essere umano, maschile o femminile. È opportuno precisare fin da subito che appartenere a questo o quel sesso o a qualcuna delle sue estensioni o a qualcuno dei suoi perfezionamenti, non cambia il computo dei sensi, pur se da un genere all’altro qualche sentire possa essere più accentuato di altro.

È stato da sempre ritenuto, in una nozione prescientifica, che la vista e l’udito, il gusto e l’olfatto con il tatto fossero le porte primarie perché l’uomo potesse accedere al mondo esterno e determinare le sensazioni fisiche e fisiologiche configurate come percezioni. Come si sa, la consapevolezza di tali percezioni è stata resa opaca dall’invadenza della psicoanalisi, che non ha alimentato l’attenzione verso la dimensione della coscienza vitale (anche dei sensi) preferendo perseguire i percorsi impervi dell’inconscio. Tuttavia i sensi sono ancora in prima linea con  la loro ineludibile determinazione naturale per ogni appercezione e disponibili a perfezionarsi per accogliere stimoli d’attualità.

Gli scrittori, e meglio si intende scrivendo  “autori”, hanno sempre intuito e saputo e sanno bene che cosa sia l’impero dei sensi anche se non dovessero sapere che i recettori percettivi della vista sono 100 milioni utili per distinguere 10 milioni di sfumature di colore;  che quelli dell’olfatto sono 3 milioni per accedere a 10.000 odori, mentre il gusto, che ha 500.000 percettori,  permette di distinguere cinque o sei gradazioni (con relative sfumature d’intensità) di sapore quali salato, amaro o dolce, aspro o acido, saporito o  insipido, grasso.

Il sesto senso
E poi? Il tante volte evocato “sesto senso” spesso riferito non ad altro che ad un sentire intuitivo, può trovare classificazione quale senso dell’equilibrio, dovendo ammettere con gli scrittori che hanno narrato di cadute di ogni tipo, che è senso di difficile cognizione poiché interno e fondamentalmente collocato all’interno del labirinto di ciascun orecchio. Percepisce gli spostamenti del corpo, in alto e in basso, avanti e indietro, di lato, di qua e di là. Quindi, non di poco conto.

Il settimo
Per il senso del dolore (acuto o lieve, sordo o disperso), per le sensazioni di temperatura (caldo o tiepido o freddo), che rozzamente attribuiamo al tatto, entrano in gioco, in realtà, altri percettori che sono collocati al di sotto della pelle detti termocettori  e nocicettorI.

L’ottavo
È collocato nella lingua e  offre le nozioni provocate dal piccante, dalla menta o dall’ammoniaca, altrimenti indefinibili se non generica mente con “bruciante” il primo, “rinfrescante” il secondo.

Il nono
È con  la “propriocezione” che ogni individuo  percepisce il proprio corpo, ne concepisce le dimensioni nello spazio, constata l’alto e il basso,  ne misura i distacchi da altri oggetti

Il decimo
Può essere ritenuto il senso del sistema vascolare, con il suo complicato reticolato interno, che registra omeotermia, cioè la pressione e la fluidità del sangue.

Altri sensi: tra cui l’attrazione sessuale.

I sensi non sono finiti, e possono entrare in gioco i cosiddetti sensi  complessi perché affidati a più percettori e di genere vario, come quello dell’attrazione sessuale che per esempio in molti animali si colloca, in fase iniziale, nel naso o vicino ad esso, come nei feti umani (che poi lo perdono).

Non per ultimo e in attesa della definizione di altri, l’ecolocazione determinata dall’uso di ultrasuoni che determinano i campi elettrici (come per gli squali), in altri casi (i delfini) un’estensione dell’udito, un estensione della vista per l’ultravioletto (per le api) e così  andando.

Tutto ciò perché si dica che i cinque sensi  dell’uomo sono diventati almeno dieci e che solo gli scrittori sapevamo di della loro esistenza senza nominarli.
                                                                                                         
 
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