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LE REGOLE DEL GIOCO. COME TUTELARE I PROPRI DIRITTI D’AUTORE

Pubblicato il 26/01/2016

Terza puntata

diritto d'autore

In questa ultima puntata (ma torneremo sulla proprietà intellettuale con altri argomenti nelle prossime settimane) affrontiamo ulteriori soluzioni per poter tutelare i propri diritti d’autore. 
Pensiamo ai metodi informatici che la tecnologia ci mette a disposizione e pensiamo alla quantità di prove informatiche che si possono tirare fuori in quanto il libro viene redatto al Pc. Ad esempio, potrebbe già far fede la data di creazione del file. Quella fornita automaticamente dal sistema operativo. O la data di ultima modifica del file.
E poi c’è la posta elettronica, o meglio ancora, la PEC (Posta Elettronica Certificata), che può tornarci utile. Prendi il tuo file, creati un account PEC (lo rilasciano in tanti e a prezzi bassissimi), allega il file e spedisci, dal tuo indirizzo PEC al tuo indirizzo PEC, un’email con il file allegato e un oggetto del tipo “Prova paternità opera letteraria xxx”. La Pec è una e mail con lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Se non vuoi creare un indirizzo PEC, utilizza pure il tuo solito indirizzo email, purché regolarmente registrato a tuo nome.
Una possibile tutela è data dall’invio di una raccomandata al Presidente della Repubblica, il quale è obbligato a vidimare, annotare e protocollare tutto ciò che gli viene mandato. La Presidenza della Repubblica, dopo aver aperto la corrispondenza, annoterà sul proprio registro la data di ricevimento del prodotto.
Questo rimedio fai-da-te non ha costi ma non è neppure sicurissimo.
Dato il peso della burocrazia italiana e la confusione che regna sovrana, persino nelle stanze del Presidente, potremmo avere la brutta sorpresa di scoprire che il protocollo della nostra opera è andato perso all’interno di sterminati archivi di documenti. Inoltre sarà difficile per il povero scrittore individuare il proprio documento tra i tanti pervenuti alla Presidenza.
E Infine….la pubblicità! 
Puoi pubblicare l’opera su un giornale, o certificare che sia stata rappresentata o letta in un luogo pubblico. Potresti anche pubblicare il copione su una testata on line, purché sia dimostrabile la data della creazione e dell’uscita dell’opera.   
E’ uno dei tanti modi per dire “ehi, la mia opera esiste dalla data x”. Se si lascia una traccia certa della sua esistenza e del suo passaggio nella nostra vita, si potrà intentare più facilmente una querela di falso e una causa di plagio e difendere i propri diritti d’autore.
Per adesso ci fermiamo qui con il nostro viaggio ma la prossima settimana inizieremo un avventuroso percorso tutto da scoprire!!! 



 
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